Ci sono artisti che, disco dopo disco, riescono a creare un legame speciale con chi li ascolta. Non perché rivoluzionino continuamente il proprio stile, ma perché restano fedeli a ciò che sono. È la sensazione che provo ogni volta che ascolto un lavoro di RiveRs e Federico Cacciatori. Mi era già successo con i loro progetti precedenti e mi è successo di nuovo con “Via Qualunque”, un album che conferma tutto ciò che ho sempre apprezzato della loro collaborazione.
Quello che colpisce maggiormente è la sincerità. Oggi si parla spesso di autenticità, ma non sempre la si trova davvero nella musica. In questo disco, invece, si percepisce in ogni passaggio. Nelle parole, negli arrangiamenti, nelle melodie e perfino nelle imperfezioni che rendono tutto più umano.
“Via Qualunque” è un album che non corre. Si prende il tempo necessario per raccontare storie, emozioni e fragilità. È come una lunga conversazione con un amico che non cerca di impressionarti, ma semplicemente di essere onesto.
L’apertura con “Buongiorno” trasmette immediatamente energia e positività, ma è andando avanti che il disco rivela il suo vero volto. Brani come “Scappare da me” e “Quello che” mostrano una scrittura capace di guardarsi dentro senza paura, affrontando dubbi e riflessioni che appartengono un po’ a tutti noi.
Ho apprezzato particolarmente “Fingerò”, che riesce a raccontare i sentimenti senza scivolare nella banalità, e “Impara a dire di no”, dove emerge quella sensibilità melodica che da sempre considero uno dei punti di forza del duo. Sono canzoni che arrivano senza forzature, lasciando spazio all’ascoltatore per ritrovarsi nelle parole.
Molto belle anche le atmosfere di “Sai che c’è” e “Nella Tempesta”, due brani diversi ma accomunati dalla capacità di evocare immagini e sensazioni precise. Si ascoltano e sembra quasi di vedere scorrere piccoli frammenti di vita.
Uno dei momenti che più mi ha colpito è “Il peso dell’anima”. Una traccia parlata che interrompe il flusso musicale per lasciare spazio alle emozioni più profonde. È una scelta coraggiosa, che funziona proprio perché nasce da un’esigenza espressiva autentica. Da lì, “Sono rimasto solo” arriva come uno sfogo necessario, uno dei momenti emotivamente più forti dell’intero lavoro.
Anche nei passaggi più energici, come “Certo certo”, il disco non perde mai il proprio equilibrio. E quando si arriva alla title track finale, si ha davvero la sensazione di essere arrivati alla fine di un viaggio. Un viaggio fatto di ricordi, amori, cadute e ripartenze.
Forse è proprio questo che continuo ad amare della collaborazione tra RiveRs e Federico Cacciatori. La capacità di scrivere canzoni che non cercano di essere più grandi della vita, ma che parlano della vita stessa. Di quella reale, fatta di giornate complicate, di persone che restano e di altre che se ne vanno.
“Via Qualunque” non è soltanto una raccolta di canzoni. È un luogo emotivo in cui fermarsi per qualche minuto e riconoscere qualcosa di sé. E in un periodo in cui tutto sembra passare troppo velocemente, non è affatto poco.
Un disco che conferma il valore di una collaborazione artistica che continua a crescere e che, almeno per chi scrive, continua a lasciare il segno.
ASCOLTA SU SPOTIFY: https://open.spotify.com/intl-it/album/0q8TJkpZqaKLKckPRdYWnD

