SALVO LUPO: “I personaggi delle storie di cui parlo mi hanno tuppuliato alla porta”

Salvo Lupo ha raccontato la nascita del suo EP “Cu avi lingua passa u mari”, uscito in digitale lo scorso 23 settembre, attraverso un’immagine molto precisa: i personaggi delle storie, dice, gli hanno “tuppuliato alla porta”. È un modo semplice per descrivere qualcosa che nella scrittura può essere difficile da spiegare, il momento in cui una storia smette di essere soltanto qualcosa che hai incontrato e diventa un’urgenza personale. Da lì arrivano le canzoni, ma anche una riflessione sulla responsabilità di raccontare persone reali e vicende dolorose, quelle di Peppino Impastato e Felicia Bartolotta, Pippo Fava, Rita Atria e le sorelle Pilliu. In questa intervista partiamo proprio da quella porta metaforica, per capire come è nato il bisogno di trasformare quelle storie in musica.

Ricordi quale di queste storie ha “bussato alla porta” per prima?

La prima canzone che ho scritto credo sia quella su Peppino Impastato (Onda Pazza), perché conoscevo meglio la sua storia e perché Peppino Impastato è sempre stato, per me come per molti altri, una figura di riferimento.

Quando hai iniziato a scrivere, avevi già deciso che il disco avrebbe raccontato cinque storie oppure questa forma è arrivata strada facendo?

Dopo aver scritto queste cinque storie ho pensato che andassero bene in un disco. Mi sembrava, e mi sembra, che ci sia un certo equilibrio nell’EP e che queste storie siano legate da un filo che le unisce.

Quanto spazio lasci all’istinto e quanto invece alla ricerca quando scrivi partendo da fatti realmente accaduti?

L’istinto è la miccia per accendere il fuoco, poi in realtà credo di essere abbastanza scrupoloso, quindi mi do tanto tempo per imparare e ricercare.

È mai successo che una storia fosse così forte da rendere difficile trovare il modo giusto per raccontarla?

Ricordo che per il brano ‘A picciridda’, che parla di Rita Atria, ho fatto molta fatica. Non riuscivo a trovare sia le parole giuste che gli accordi. Più ci provavo più non le trovavo. Allora una sera sono andato a vedere uno spettacolo teatrale per distrarmi, già quando stavo ritornando a casa sentivo qualcosa. Mi sono quindi chiuso in camera ed ho concluso il brano quasi di getto.

In che momento una vicenda smette di essere una fonte d’ispirazione e diventa, per te, una responsabilità?

Forse sono due facce della stessa medaglia. Se qualcosa mi è di ispirazione allora sento anche l’urgenza di raccontarla. In questo EP ho avuto sia l’ispirazione da queste storie ma contemporaneamente l’urgenza di raccontarle.

Ora che il disco è concluso, c’è una storia che senti ancora “alla porta” in attesa di essere raccontata?

Ce n’è qualcuna, ma preferisco creare un po’ di suspance.

BIO:

Salvatore Lupo è un cantautore siciliano che da ormai qualche anno vive a Milano. Inizia la sua carriera musicale suonando nelle band milanesi Lambrate Noise Exp. e Vinci e i Lupi, con le quali pubblica alcuni singoli, facendo concerti tra Milano e provincia. Nel 2023 inizia a lavorare al progetto Salvo Lupo in cui, lasciandosi ispirare dal cantautorato siciliano, propone inediti scritti prevalentemente in dialetto. “Testa rutta” è il primo singolo pubblicato, che ha anticipato l’uscita dell’EP “Cu avi lingua passa u mari”.

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