Benvenuto Antonix su Fuori La Scatola per questa nuova intervista! Sei un giovane cantautore che ha scelto di affrontare un tema complesso e delicato come la violenza di genere. Com’è nata l’esigenza di scrivere Libera e quando hai capito che questa storia avrebbe potuto trasformarsi in una canzone capace di trasmettere un messaggio importante?
– Salve a tutti! L’esigenza di scrivere “Libera” è nata guardandomi intorno e ascoltando storie che purtroppo leggiamo troppo spesso. Ho capito che non potevo restare in silenzio di fronte a un tema così delicato: sentivo il bisogno di dire con chiarezza che l’amore non è mai possesso e che il rispetto e la libertà vengono prima di tutto. Quando ho messo giù i primi versi, ho capito subito che questa storia aveva una forza sua e che poteva trasformarsi in un messaggio importante da condividere, per far riflettere e far sentire meno sole le persone.
Il tuo percorso verso Libera è iniziato durante Il Cantagiro 2023, attraverso un laboratorio di scrittura ispirato a La canzone di Marinella. Quanto ha influito quell’esperienza sulla tua crescita artistica e in che modo la rilettura di un brano così significativo ti ha aiutato a trovare la tua voce autoriale?
– Quel laboratorio al Cantagiro del 2023 è stato una vera svolta per me. Confrontarmi con un capolavoro come “La canzone di Marinella” mi ha fatto capire quanto la musica possa trasformare storie dolorose in pura poesia ed empatia.
Rileggere e analizzare un testo di quell’impatto mi ha aiutato a scavare più a fondo nella mia scrittura: ho capito di non volermi limitare a cantare una bella melodia, ma che desideravo raccontare storie vere, capaci di lanciare un messaggio forte. Da quell’esperienza ho iniziato a fidarmi di più delle mie idee e a trovare la mia voce autoriale, una scrittura più consapevole, attenta alle tematiche sociali e sempre sincera.
Nel ritornello canti: «Ti amo alla follia, ma tu non sarai mai mia». Sono parole che ribaltano una concezione dell’amore spesso legata al possesso e alla gelosia. Quanto è importante, secondo te, trasmettere ai giovani l’idea che amare significhi anche rispettare le scelte e la libertà dell’altra persona?
– È fondamentale, soprattutto oggi. Purtroppo a volte si cresce con l’idea distorta che la gelosia o il controllo siano dimostrazioni d’amore, ma non è così. L’amore vero non è mai possesso, non imprigiona e non soffoca. Amare significa prima di tutto rispettare l’altra persona, la sua individualità e le sue scelte, anche quando prendono strade diverse. Credo che noi giovani abbiamo bisogno di sentirci dire che la libertà e il rispetto vengono sempre al primo posto, perché solo così si possono costruire legami sani e basati sulla fiducia reciproca.

Nel testo utilizzi immagini evocative come il mare, il gabbiano e le vele spiegate, che richiamano la libertà e la possibilità di ricominciare. Che significato hanno per te questi simboli e quanto conta la componente poetica nel modo in cui racconti le emozioni attraverso la musica?
– Per me il mare, il gabbiano e le vele spiegate sono immagini che parlano da sole. Il mare rappresenta l’infinito e la possibilità di andare oltre, mentre il gabbiano e le vele spiegate sono il simbolo perfetto della libertà, di chi sceglie di spiegare le ali e ripartire anche quando il vento è contrario. La componente poetica per me è fondamentale: la musica ha il potere di arrivare dritta al cuore senza filtri e usare queste immagini mi aiuta a trasformare emozioni forti, come il dolore o il desiderio di riscatto, in qualcosa di universale in cui chiunque possa rispecchiarsi.
Con Libera ti rivolgi soprattutto alle nuove generazioni, chiamate a riconoscere e contrastare i comportamenti violenti nelle relazioni. Qual è il messaggio che vorresti arrivasse a un ragazzo o a una ragazza dopo aver ascoltato la tua canzone, e quale consapevolezza speri possa lasciare nel pubblico?
– Il messaggio che vorrei arrivasse dritto al cuore di un ragazzo o di una ragazza è molto semplice ma fondamentale: non accettate mai compromessi sulla vostra dignità e sulla vostra libertà. L’amore non fa paura, non controlla e non umilia; chi vi ama davvero rispetta i vostri spazi, le vostre scelte e la persona che siete. La consapevolezza che spero possa lasciare la mia canzone è che nessuno dovrebbe mai sentirsi solo o prigioniero in una relazione sbagliata. Spero che “Libera” possa dare la forza di riconoscere i segnali d’allarme in tempo, di dire basta quando serve, e di ricordare che si ha sempre il diritto e la possibilità di ricominciare a risplendere.
Lasciamo l’ultimo spazio dell’intervista al nostro ospite. Puoi ora lanciare un tuo messaggio o rispondere alla domanda che avresti voluto ma non ti è stata fatta!
– Se c’è una domanda che avrei voluto mi facessero, forse è: “Cosa ti aspetti davvero da questa canzone?”. La risposta è che non ho la pretesa di cambiare il mondo con un brano, ma se anche solo una persona, ascoltando “Libera”, dovesse trovare il coraggio di dire “basta” a una situazione tossica o di ritrovare la propria strada, allora avremo già vinto.
Il mio obiettivo resta sempre lo stesso: fare la cosa che amo di più, cioè cantare e scrivere, rimanendo me stesso e cercando di arrivare al cuore di chi mi ascolta con sincerità. Voglio ringraziare “Fuori La Scatola” per questo bellissimo spazio e tutti voi che ci leggete e sostenete. Un abbraccio forte!

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