Intervista a Tuasorellaminore: trovare la forza dalla paura. Online l’ultimo singolo della grande promessa pugliese “Roulette Russa”

Siamo molto felici oggi che Tuasorellaminore sia sbarcata qui su Fuori La Scatola per questa intervista. Intanto benvenuta! Iniziamo con una specie di gioco: racconta il tuo ultimo singolo “Roulette Russa” come se dovessi spiegarlo a dei bambini, come se fossi in una classe delle elementari a raccontare il tuo brano…


È un brano che descrive la paura di diventare invisibili, ma è una paura che poi diventa forza, una paura che ogni volta che sta per ucciderti si trasforma in una rinascita.

Torniamo fra i “grandi”. Quando è stata l’ultima volta che sei andata giù e sei rinata?


Mi capita molto spesso ultimamente. Soffro di ansia costante, ho una tachicardia che mi abbandona solo quando produco, scrivo o creo; per cui, per me, la vita è un’altalena di alti e bassi, di autosabotaggi e risalite. Ad esempio ieri ero giù, ma oggi sono rinata.

C’è un solo aggettivo che può descrivere questo singolo? Se si, quale e perché? Ed un che possa descrivere te stessa?


Bellicoso. Per me quello che faccio è una battaglia, forse non è così che dovrei viverla ma è davvero dura fare cose “diverse” e non essere emarginati, scansati, evitati. Uso il latino arcaico nelle mie canzoni: mi rendo conto che possa essere spiazzante, che possa essere di difficile collocazione, eppure è l’unica cosa che per me ha senso fare, quindi sfido tutto e tutti e sento la necessità di portare qualcosa di nuovo nella musica in Italia.

Sei diventata uno dei volti più interessanti di questo panorama. Hai ugualmente lo stesso super potere di Casper?


Grazie, a volte mi sento invisibile. È una sensazione molto brutta, mi sembra di sparire, di parlare ma aprire la bocca e non avere voce. Alle volte questo diventa un super potere, perché ho la possibilità di stare solo con me, di capirmi, ed in effetti, quando iniziò a farlo torno a sentirmi parte del mondo.

Quanto contano le tue origini, in questo caso pugliesi, nella creazione dei tuoi pezzi?


Moltissimo perché la Puglia sa di mediterraneo ma anche di oriente e, come si può sentire l’Oriente, le tradizioni del passato si avvertono nelle mie produzioni.

Come sempre lasciamo l’ultimo spazio dell’intervista al nostro ospite. Puoi ora lanciare un tuo messaggio o rispondere alla domanda che avresti voluto ma non ti è stata fatta.


La domanda che mi faccio è: se potessi scegliere una strada più facile nella tua vita, se potessi tornare sedicenne e ottenere un contratto con una major, che ti mette a disposizione un producer super (senza che tu ti faccia il mazzo a produrre i tuoi pezzi🤣), un mega studio, e tantissime cose bellissime ad esempio torneresti indietro e l’accetteresti? E la risposta che mi do è: adesso si, perché sono più grande, ho la possibilità di dire la mia, perché so chi sono… ma se tornassi indietro, assolutamente no. Non mi piacciono le cose facili, amo il percorso che ho fatto, perché forse un po’ dannarmi mi piace. Adoro perdermi nella malinconia e nelle cose che fanno un po’ male. Ma, soprattutto, in questo modo sento di poter crescere continuamente senza mai adagiarmi e sento di poter dare al mondo qualcosa di veramente mio.

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