Intervista a Madaljin: ci racconta il suo singolo “Mi ascolti?”

Bentornato Madaljin su Fuori La Scatola per questa nuova intervista! “Mi ascolti?”* è una domanda che ritorna continuamente nel brano e sembra racchiudere un bisogno molto profondo. A chi è rivolta realmente quella domanda e cosa vorresti che arrivasse a chi ascolta?

“È rivolta prima di tutto alla musica stessa. Ho cercato di darle tanto, spesso con pochi mezzi, ma sempre con passione, convinzione e determinazione. Eppure a volte ho ancora la sensazione di urlare al vento, come se nessuno mi ascoltasse davvero. “Mi ascolti?” nasce proprio da lì: dal bisogno di far arrivare quello che ho dentro.”

Nel testo racconti ansia, solitudine, pressione, orgoglio e momenti di forte difficoltà. Quanto c’è di autobiografico nel brano e quanto invece nasce da una costruzione artistica?

“C’è molto di autobiografico. Nel testo accenno, anche in modo velato, a difficoltà reali come l’ansia, l’insonnia e certe notti complicate. La musica per me diventa anche un modo per affrontarle e tenerle a bada. Poi entra la costruzione artistica: trasformo quello che vivo in immagini, rime e parole, senza perdere però il punto di partenza reale.”

Una delle immagini più interessanti è quella delle “parole strappate a metà”. Cosa rappresentano per te quelle parole e quanto è difficile trasformare emozioni personali in musica senza perdere la loro autenticità?

“Le “parole strappate a metà” rappresentano un momento di frustrazione. Sono parole che ho già detto troppe volte e in troppi modi diversi. Arriva un momento in cui provo a scriverle ancora, ma mi fermo e metaforicamente le strappo, quasi per rabbia e per paura di ripetermi. Trasformare emozioni personali in musica per me significa proprio questo: cercare ogni volta un modo nuovo e autentico per raccontarle.”

Nel brano alterni momenti molto intimi a barre più tecniche e giochi di parole, come *“Campari e compari / imparare a campare”*. Quanto è importante per te trovare un equilibrio tra contenuto emotivo e ricerca stilistica?

“Per me l’equilibrio è fondamentale. Non voglio che la tecnica diventi un esercizio fine a se stesso, ma nemmeno rinunciare alla ricerca di incastri, metriche e giochi di parole. Mi piace che una barra possa avere un peso emotivo e, allo stesso tempo, funzionare tecnicamente. La sfida è far convivere le due cose senza che una tolga spazio all’altra.”

Se dovessi descrivere Madaljin oggi attraverso una sola frase, dopo aver scritto “Mi ascolti?”, quale sarebbe?

“Madaljin oggi è un artista che non si chiede più chi lo ascolterà: fa musica per passione, per divertirsi e per lasciare qualcosa di sé nel mondo, qualcosa che possa restare anche quando lui non ci sarà più.”

Lasciamo l’ ultimo spazio dell’ intervista al nostro ospite. Puoi ora lanciare un tuo messaggio o rispondere alla domanda che avresti voluto ma non ti è stata fatta!

“Vorrei solo dire che continuerò a fare musica finché avrò qualcosa da raccontare. Non so dove mi porterà, ma so perché ho iniziato: perché ne avevo bisogno, perché mi divertiva e perché mi faceva sentire vivo. Se anche una sola persona, ascoltando un mio pezzo, riuscirà a sentirsi un po’ meno sola, allora sarà già valsa la pena.”-

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