ILENIA MARZANO
dà voce alla libertà di essere sé stessa …nel nuovo album>>>
I Am Done Conforming
Registrato e Mixato Presso CREATIVA MUSIC
Mastering – Razik Mastering
Distribuzione: Distrokid
L’INTERVISTA
1. Il titolo I Am Done Conforming è una dichiarazione molto decisa. Quando l’hai scelto hai avuto dubbi?
Era il titolo di uno dei brani, ma mi sono resa conto che racchiudeva anche il senso dell’intero progetto. Essendo un concept album, ogni canzone rappresenta una tappa, e il titolo “I Am Done Conforming” sintetizzava abbastanza la direzione.
2. Come hai costruito la sequenza delle tracce? C’è una logica narrativa o emotiva che guida l’ordine dei brani?
In questo caso non c’è stata una costruzione narrativa a posteriori: i brani sono nati esattamente nell’ordine in cui compaiono nel disco. Per questo la sequenza riflette anche il percorso reale che abbiamo vissuto durante la lavorazione.
Tutto è iniziato quasi per caso. Fabio mi contattò per realizzare delle musiche destinate a uno spot pubblicitario, ma quelle che inizialmente dovevano essere library avevano già un carattere discografico. Ce ne siamo accorti entrambi. Da lì abbiamo capito di lavorare molto bene insieme e, brano dopo brano, è nato un vero sodalizio artistico. A quel punto è stato naturale trasformare quel materiale in un album. È stata una splendida avventura e sono felice!
3. Il suono del disco si allontana progressivamente dalla forma pop convenzionale. Era un percorso pianificato?
No. Come dicevo, ci siamo talmente tanto divertiti che, a un certo punto, ci siamo concessi la libertà di seguire le idee senza preoccuparci troppo della pianificazione.
Così siamo approdati naturalmente a sonorità più rock e progressive.
Ricordo che quando scrissi No More e la inviai a Fabio, mi disse entusiasta che gli ricordava lo stile dei Queen e volle inserirla nel disco. Il suo entusiasmo alimentò anche il mio. Poi venne Tilting at Windmills, che nacque da alcune mie riflessioni sulla depressione. Nessuno parla mai di queste cose, ma sono fatti: la gente soffre di depressione. L’ultima traccia, invece, è stata un vero divertimento. Io porto con me la passione per la danza orientale, mentre Fabio aveva alle spalle l’esperienza del musical Siddhartha. Da quei vocalizzi dal sapore mediorientale gli venne l’idea di inserirvi una chitarra rock, e da lì tutto prese forma quasi da sé. Alla fine ci siamo molto divertiti, per questo il disco è genuino.
4. Hai studiato teatro con Massimo Venturiello e dizione con Tosca. Quanto il teatro ha influenzato il tuo modo di stare nella canzone?
Moltissimo. Paradossalmente, credo di essere un’attrice naturale, soprattutto quando canto. È lì che mi viene più facile entrare in un personaggio.
Prima di registrare un brano faccio sempre un lavoro di immaginazione. Nella mia mente metto in atto dei veri e propri film, e la voce finisce per seguire quelle immagini. Essendo una persona molto fantasiosa, ho bisogno di vedere ciò che canto prima ancora di interpretarlo, a volte lo sogno, persino.
5. No More usa la ripetizione come strumento espressivo principale. Come hai trovato il confine tra efficacia e ridondanza?
La ripetizione nasce dalla decisione nel dire: “mai più soffrirò per questo”.
Troppo spesso si dice “mai”, e poi si torna sempre indietro. Io, invece, ho un carattere totalizzante: quando credo in qualcosa mi ci dedico completamente e, quando capisco che è finita, difficilmente torno indietro. Proprio perché vivo le cose fino in fondo, non sento il bisogno di ripensamenti.
6. Qual è il verso o la frase dell’intero album a cui sei più legata e perché?
La parte finale parlata di Blue Drapes, con cui si chiude il minutaggio finale del disco; non è collocata in quel punto per caso. Un attento ascoltatore capirà infatti che quelle frasi hanno dei messaggi costruiti su rimandi interni e livelli di lettura differenti.
C’è un riferimento al viaggio iniziatico dei Tarocchi: il percorso che il Mago (l’Archetipo 1 degli Arcani Maggiori) deve intraprendere per evolversi e arrivare al numero 21, il Mondo, che rappresenta la scoperta del sé, la realizzazione totale e la felicità. È un cerchio e si chiude. Tra l’altro, sono legatissima ai numeri 2 e 1, li vedo ovunque e so che mi porteranno bene. Questa parte parlata, quindi, non chiude solo una canzone, ma è un messaggio. È il mio augurio a non arrendersi, perché ogni passo fatto, per quanto difficile sia crederlo, serve sempre a portarci più a fondo dentro di noi. Che viaggio incredibile, il più importante che si possa fare!
7. Fabio Codega è intervenuto sugli arrangiamenti e sull’architettura del progetto. Ci puoi raccontare un momento specifico in cui il suo contributo ha cambiato la direzione di un brano?
Vivendo a distanze considerevoli, io e Fabio lavoriamo spesso in diretta o streaming online. Avevo iniziato a canticchiare un versetto, Fabio è rimasto in silenzio ad ascoltare per un po’ in cuffia, poi si è alzato, è andato ai synth e ha iniziato a giocare con quella melodia, creando un tappeto di frequenze analogiche scure, e ha introdotto una ritmica spezzata, quasi ipnotica. Fabio ha sempre queste idee fantastiche!
8. May Live pone una domanda essenziale: è ancora possibile vivere pienamente dopo una perdita? Hai trovato una risposta?
Inizialmente lo avevo concepito come un brano orchestrale, profondo e romantico: se mai avrò l’occasione, mi piacerebbe tantissimo eseguirlo vocalmente e accompagnato da una vera orchestra. Essendo però questo un disco principalmente elettronico, insieme a Fabio abbiamo dovuto ripensare l’intera architettura del pezzo per adattarlo al linguaggio sonoro del progetto. Il lavoro straordinario di Fabio è stato proprio questo: tradurre quell’anima orchestrale in chiave elettronica, mantenendo intatta la sua natura sospesa, emotiva, fino al magico finale alla “Walt Disney”.
Il brano non parla semplicemente di perdita, ma di occasioni mancate e di seconde possibilità.
Volevo esplorare in musica il butterfly effect, l’idea che esistano linee parallele di vita in cui agiamo e pensiamo in modo diverso. Così è nato “May Live”.
9. Babylon usa la Stele di Rosetta come metafora. Da dove viene questa immagine?
Per me “Babylon” non parla di un mito antico, ma di una situazione in cui siamo dentro tutti i giorni: parliamo tantissimo, ma non ci ascoltiamo mai, perché l’ego vince sempre su tutto. Sotto il testo c’è un’idea molto semplice: la sensazione che tra le persone ci sia una distanza che cresce ogni giorno di più. Ormai viviamo negli stessi spazi, ma non parliamo più la stessa lingua a livello emotivo. Quando dico “Rosetta Stone won’t save us” intendo proprio questo: non basta uno strumento che faciliti la traduzione semantica se manca la voglia di connettersi. Il brano non vuole certo fare una predica. Nasce dal desiderio di ritrovare un contatto umano fatto di attenzione, ascolto e compassione. Anche la frase “Bring back the love” non è uno slogan da lanciare, ma una richiesta impellente, quella di rimettere a posto le cose.
10. Come cambia la tua relazione con i brani quando li suoni dal vivo rispetto a come li hai concepiti in studio?
Dal vivo cambiano tantissimo, perché vengono riarrangiati completamente in base alla situazione del momento. Essendo un disco principalmente elettronico, è normale dover tenere alcune sequenze di base in sottofondo, ma il bello del live è proprio questo: i pezzi si trasformano e prendono una vita tutta nuova rispetto a come sono nati in studio!
Ilenia Marzano – Biografia
Ilenia, nata a Roma nel 1992, ha scoperto la sua passione per il canto all’età di 10 anni. Sin da giovane ha partecipato a vari contest, concorsi e stage, facendo la sua prima esperienza nel mondo della musica durante lo Stage internazionale di musica di Gallodoro-Taormina, dove si è esibita con il Cet di Mogol a soli 12 anni. Questo ha rappresentato il primo input fondamentale della sua carriera.
Nel 2006, ha vinto una borsa di studio presso la scuola di musica “Discanto” di Bracciano, dove ha iniziato a studiare seriamente il canto, una forma d’arte che avrebbe continuato ad amare per tutta la vita. Ha proseguito la sua formazione frequentando il corso personalizzato di canto pop al Saint Louis College of Music di Roma con Maria Grazia Fontana durante l’anno accademico 2008-2009. Parallelamente, ha studiato anche canto lirico, dimostrando la sua versatilità e il suo impegno nel mondo della musica.
Nel corso degli anni, Ilenia ha raggiunto numerosi traguardi significativi. Nel 2011-2012, si è classificata al primo posto al concorso canoro “La principessa dei Laghi Italy”. Nel 2013, è stata selezionata per partecipare a un corso teatrale organizzato dalla Regione Lazio chiamato “Recitare per crescere”, durante il quale ha studiato teatro con l’attore Massimo Venturiello, dizione e interpretazione vocale con la cantante Tiziana Tosca Donati (in arte Tosca), lavorando intensamente per due mesi nella messa in scena teatrale di “Opera da tre soldi” di Bertolt Brecht.
Parallelamente ai suoi studi di canto, Ilenia ha anche iniziato a studiare pianoforte d’accompagnamento al Saint Louis College of Music di Roma, ottenendo la laurea in Canto Pop nel 2021. Durante questi anni, ha approfondito la sua formazione con corsi di armonia, ear training, arrangiamento, songwriting e improvvisazione jazz, tenuti da musicisti e maestri di fama internazionale.
A partire dal 2016, Ilenia è entrata a far parte della Soul Train Orchestra del noto tastierista di Noemi, Michele Papadia, con cui ha condiviso il palco al teatro Eliseo insieme a Fabrizio Bosso e Serena Brancale nel giugno 2018. Si è esibita in vari locali di Roma, come il Piper e il Cotton Club, e in prestigiosi hotel come il resort Borgo di Fiuzzi e il Grand Meliá Hotel.
La sua carriera artistica ha anche visto collaborazioni televisive. Ha partecipato al Festival della Musica Italiana in TV con il gruppo Abba Celebration, oltre ad aprire il concerto di Antonella Ruggero nel Lazio ad Alatri nel 2019. Durante l’estate del 2022, ha intrapreso un tour esclusivo lungo la Costa D’Amalfi, con concerti proposti e finanziati dai comuni di Positano, Ravello, Minori, Praiano e Benevento Città Spettacolo.
Oltre alla sua attività di esibizione, Ilenia ha lavorato come turnista per registrazioni di spot pubblicitari per diverse aziende, tra cui Mediaset, Accademia Artisti, Enrico Coveri – Striscia la Notizia, Amazon Prime e altre.
Come insegnante di canto moderno, Ilenia ha condiviso la sua passione e la sua esperienza presso diverse scuole di musica, tra cui la CDM Casa della Musica, 432 Hz di Trevinano Romano e Key Music, a partire dal gennaio 2017.
Ha anche svolto attività come corista, unendosi al coro Sat & B di Maria Grazia Fontana, insieme a Giorgia, nelle prime due tappe del tour “Dietro le Apparenze” nel 2012, che si sono tenute a Roma e Milano. Ha anche partecipato a rappresentazioni teatrali come “Strimpelli e Vinile” al Teatro Italia di Roma, recitando e cantando nel coro insieme ai protagonisti Attilio Fontana ed Emiliano Reggente.
Ilenia è apparsa su Rai Gulp e Radio Popolare come corista mentre accompagnava la cantante Ilaria Porceddu nella canzone sarda “No potho reposare” durante la presentazione del suo album presso la Feltrinelli di Roma il 28 marzo 2017. La sua voce corale è stata anche presente in due brani eseguiti all’Auditorium Parco della Musica il 21 settembre 2013.
Al momento, Ilenia sta componendo nuova musica e crea nuove canzoni e musiche strumentali per RTI Music, dimostrando la sua versatilità e creatività come artista.
La dedizione, la passione ed il talento hanno portato Ilenia ad avere un impatto significativo sia come esecutrice che come insegnante, e la sua carriera continua a evolversi, lasciando spazio a nuove avventure e successi futuri.
CREDITI
Artista: Ilenia Marzano
Arrangiamento – Synth – Tastiere – Chitarra Elettrica: Fabio Codega
Chitarra Acustica ed Elettrica – Basso: Simone Zecca
Archi e Violino: Peter Voronov
Chitarra elettrica solista: Joao Corceiro
