Il coraggio gentile di esporsi: “CORPONUOVO” di g.em

CORPONUOVO” non è un disco che cerca di conquistarti subito. Non ha l’urgenza di chi vuole lasciare il segno a tutti i costi, né l’ambizione di alzare continuamente il volume per farsi notare. È un lavoro che preferisce restare ai margini, muoversi piano, quasi in punta di piedi. Eppure, proprio per questo, riesce ad arrivare più a fondo.

L’impressione è quella di trovarsi davanti a un disco che ha avuto una lunga gestazione, nato da esperienze raccolte nel tempo e sedimentate lentamente. Dentro ci sono viaggi, città, incontri, lingue diverse, ricordi, nostalgia, il bisogno di sentirsi a casa e quello, opposto, di continuare a partire. Giorgia costruisce ogni brano come una pagina di diario: non ci sono grandi dichiarazioni o frasi ad effetto, ma piccoli dettagli che finiscono per raccontare molto di più. Un manifesto appeso a un muro, una strada percorsa, un modo diverso di stare al mondo diventano tasselli di un’identità che cambia continuamente.

Dal punto di vista musicale, “CORPONUOVO” amplia il mondo di g.em senza tradirlo. Il cantautorato resta il centro del progetto, ma si apre a influenze folk, pop, latin ed elettroniche che danno più respiro ai brani. Tutto però rimane sempre molto delicato: gli arrangiamenti non invadono mai la scena, preferiscono accompagnare la voce, sostenerla, lasciarle spazio. È un disco che sembra aver paura di esporsi troppo, quasi come se l’artista volesse tenere una parte di sé ancora nascosta, al riparo. Ma quella timidezza, invece di essere un limite, diventa la sua forza più grande.

“CORPONUOVO” non grida mai, non cerca scorciatoie, non rincorre il bisogno di essere immediatamente memorabile. È un disco che si lascia scoprire lentamente, ascolto dopo ascolto, e che alla fine dà la sensazione rara di aver avuto accesso a qualcosa di molto intimo e sincero. Ci si sente quasi fortunati ad averlo ascoltato, come quando qualcuno decide di affidarti una parte fragile di sé.

Testi di g.em
Musiche di g.em e Francesco Cinque 
Prodotto da OASI (Francesco Cinque e Andrea Scardovi)
Registrato al Duna Studio
Mix e Master di Andrea Scardovi 
Label Brutture Moderne 

Foto e direzione artistica di Viola Macrelli
Progetto grafico su CD di Sara Pizzinelli