«Ho fatto anche cose buone»: il bilancio personale di Stiv Lo-Ba diventa canzone

Sul tavolo della cucina ci sono un taccuino, una chitarra e il bucato che non si asciuga mai. Da lì un uomo fa i conti con se stesso: quello che ha fatto di buono, quello di cui si pente, quello che rifarebbe senza pensarci. I suoi pensieri non sono una confessione da inginocchiatoio, ma una ballata folk-rock da cantare a voce piena, con il sorriso storto di chi ha imparato a ridere anche delle proprie cadute. È questo il punto di partenza di «Ho fatto anche cose buone», il nuovo singolo di Stiv Lo-Ba, in uscita il 30 Ottobre per Artisti Online.

Un’autobiografia senza sconti

Il brano è dichiaratamente autobiografico, ma lo sguardo va oltre il privato. Stiv Lo-Ba racconta le virtù e le miserie degli esseri umani, partendo dalle sue. Ci sono le cose buone, come «inventare delle parole / nero su bianco come fossero una canzone». Ci sono quelle meno nobili, nate in un istante di frustrazione. E ci sono le strade nuove e dissonanti, i vecchi sentieri ritrovati e i «sogni a mezz’asta chiusi dentro a sacchi neri».

Il titolo gioca con uno dei luoghi comuni più abusati del dibattito italiano, quel «ha fatto anche cose buone» ripetuto per assolvere chiunque. L’autore lo rovescia con ironia tagliente. Il testo diventa così una galleria di ritratti del presente: la miseria di chi è «a pelle nuda in balia degli eventi», i ruffiani che scodinzolano ai potenti, i «pifferai sedicenti» senza morale ma con conti correnti importanti. C’è poi la quotidianità di chi fa la dieta alle spese per arrivare a fine mese, mentre la storia si ripete «come pellicole viste e riviste» e noi continuiamo «a giocare ancora a fascisti e comunisti».

Il finale porta a una liberazione quasi laica, con un’eco del Padre Nostro rimessa a modo suo: «non ho padroni né in ogni senso creditori».

Il suono: un flauto, una chitarra e la strada davanti

Il brano si apre in punta di piedi, con un flauto e una chitarra che dialogano come due vecchi amici seduti all’osteria. È un’introduzione dal sapore popolare e quasi pastorale, che prepara il terreno al racconto. Poi entra la voce di Stiv Lo-Ba, narrativa e senza filtri, da cantastorie, e il pezzo prende il suo passo: un ritmo folk cadenzato, da cammino lungo, che accompagna le parole senza mai sovrastarle.

Intorno al cantautore si muove una band compatta, che dà al brano la sua anima folk-rock. Il basso e la chitarra di Davide Pezzin, che firma anche gli arrangiamenti, danno spessore al racconto. La batteria di Bob Parolin tiene un passo deciso. La chitarra di Alberto De Rossi aggiunge colore e graffio. I fiati di Paolo Bressan, a partire dal flauto che apre il brano, intrecciano tutto con un tono ironico e malinconico insieme.

Il mix e il master, curati da Alberto De Rossi, restituiscono un suono caldo e suonato, in cui ogni strumento conserva il proprio respiro.

La frase che riassume tutto

«Vi è poca colpa nell’errore né tanto merito nella virtù»

Stiv Lo-Ba rifiuta di dividere il mondo in santi e peccatori. Sbagliare è umano e non merita processi esemplari. Fare il bene non autorizza a salire sul piedistallo. È una dichiarazione di umanità imperfetta, che si chiude con un’autoironia disarmante: «provo ad essere umano anche se a volte lo faccio invano / ma è probabile che sia io il tipo strano».

«Ho fatto anche cose buone» sarà in rotazione radiofonica e disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 30 Ottobre 2026, pubblicato da Artisti Online.

Bio

Stiv Lo-ba è un cantautore e interprete vicentino dalla scrittura diretta e narrativa. Attivo dal vivo con il gruppo Le Mans, nel 2024 raggiunge la semifinale del Premio Pierangelo Bertoli con «Caino». A Maggio 2026 entra nell’etichetta Artisti Online, con cui pubblica «Un’isola nel mare», singolo pop-rock che racconta il desiderio di una coppia di fuggire dalle contraddizioni della società.