Francesco Sbraccia ci racconta il suo nuovo singolo “Piove” feat. Bianco

PIOVE” è il nuovo singolodi FRANCESCO SBRACCIA, talentuoso cantautore abruzzese, disponibile da venerdì 26 gennaio per Genziana Dischi, in distribuzione ADA Music Italy. Il brano è impreziosito dalla partecipazione di BIANCO alle voci e alla produzione insieme a Riccardo Parravicini (Fabi, Levante, Marlene Kuntz). 

PIOVE anticipa il secondo album di Francesco Sbraccia, in uscita prevista nella seconda metà del 2024. Un brano delicato, dove la ricercatezza del testo e del suono vuole portarci dentro quell’attimo, dove le suggestioni sonore si fanno olfattive e visive, prendendo forma in ricordi di un tempo indefinito. La scrittura eterea di Francesco e l’intuito creativo di Bianco si sono abbracciati immediatamentePIOVE è una canzone che riempie gli spazi, che circonda lentamente, che conforta ed emoziona. 

Incuriositi da questa collaborazione, siamo stati super contenti di scambiare quattro chiacchiere con proprio con Francesco Sbraccia, che ci ha raccontato come sono cambiate le cose per lui da dove il Covid, di come è nata la collaborazione con Bianco, e molto altro.

Quali possono essere oggi le difficoltà dell’avere un progetto musicale in questo periodo? Credi siano cambiate le cose da dopo il Covid? 

Credo che il piacere di fare musica non sia necessariamente legato al costruire una carriera nel music business. Se per progetto musicale intendiamo il secondo caso, ho la percezione che ci sia molta più musica distribuita di quanta in effetti ne venga ascoltata. Così, i musicisti devono trovare un modo fragoroso per farsi ascoltare, il che sposta l’attenzione dalla ricerca musicale alla ricerca sul marketing musicale, e non è detto che ciò risulti piacevole, o efficace. 

Io vivo in una piccola città dove la musica dal vivo degli artisti indipendenti aveva poco spazio già prima del COVID, e dopo di esso si è praticamente azzerato. Se questa fosse una tendenza nazionale, potrebbe essere un’ulteriore difficoltà da tenere presente per chi preferisce il lato analogico del tenere in piedi un progetto musicale.

La tua formazione classica ti ha influenzato in qualche modo?

A livello musicale, molto. La stratificazione dinamica degli elementi musicali della musica classica ha creato in me la necessità di percepire un movimento costante nella musica che ascolto, che si potrebbe accostare a quella disciplina della composizione che prende il nome di contrappunto. Per suggerire un nome noto, Bach è il principale riferimento della tecnica contrappuntistica: nei suoi pezzi si muove sempre tutto, ogni nota va da qualche parte intrecciandosi con quelle che ha intorno, in un affascinante spettacolo che riesce a portarmi altrove con il pensiero. È questo che cerco nella musica. Diventa una specie di fissazione anche quando compongo, e certe volte diventa un po’ una costrizione, perché scarto molte idee che da questo punto di vista non reputo soddisfacenti.

Cosa avranno in comune il tuo primo disco con il tuo nuovo disco, di prossima uscita, oggi anticipato dal brano “Piove”?

A mio avviso, poco. Il primo disco era molto acustico, trattava di temi profondi con testi che hanno richiesto molto lavoro di cesello. L’ho prodotto con Davide Grotta, un caro e straordinario amico fonico della mia città, e lo abbiamo suonato io e lui. È un lavoro molto personale, poco aperto all’ascoltatore, se vogliamo.

Il nuovo disco è molto colorato, tratta di temi più leggeri e con spontaneità di visioni sinestetiche. L’ho prodotto con Riccardo Paravicini (Fabi, Marlene Kuntz, Levante, Bianco…), con cui ho lavorato per la prima volta, e l’ho suonato insieme alla mia band di sempre. Ritmi e melodie sono più intuitivi, e forse per questo più aperti verso l’ascoltatore.

In comune c’è l’approccio che tiene conto del movimento di ogni elemento musicale cui accennavo prima, e una certa tendenza a descrivere stati d’animo piuttosto che narrare storie.

Il nuovo album è nato nel 2021. Come mai hai aspettato così tanto?

Dopo aver registrato l’album l’ho fatto girare un po’ ma non ho trovato spazio nel mondo discografico, e non avevo motivazione ed energia per pubblicarlo da indipendente. C’è voluto del tempo per arrivare ad essere più sereno, e l’arrivo di un’amica a curare la parte manageriale, e conseguentemente di Ada Music a distribuire il disco, hanno catalizzato la decisione. Inoltre, sento il bisogno di fare nuova musica e senza pubblicare prima questo album pronto da diverso tempo, avrei sentito qualcosa bloccarmi.

Programmi per il 2024?

Il disco, un po’ di concerti, e poi nuove canzoni e un progetto di musica strumentale.