Musica, libertà e determinazione

La sua voce è legata a uno dei personaggi più amati della televisione italiana, ma la storia di Clara Serina non si esaurisce in una celebre sigla. Cantante e compositrice, ma anche psicanalista e scrittrice, ha attraversato esperienze professionali e personali molto diverse, seguendo sempre un principio preciso: costruire da sé la propria strada. «Sono una persona tosta. Ogni mio desiderio di realizzazione lo inseguo finché si realizza».
Ci sono voci che bastano pochi secondi per riconoscere. Quella di Clara Serina è una di queste. Per moltissime persone è sufficiente ascoltare Lady Oscar per ritrovarsi improvvisamente davanti alla televisione di tanti anni fa, quando le sigle dei cartoni animati diventavano parte della quotidianità e finivano per accompagnare intere generazioni.
Quel legame non si è spezzato con il passare del tempo. Anzi, si è allargato. Chi da bambino ascoltava Clara oggi spesso condivide quelle stesse canzoni con i propri figli e, in alcuni casi, con i nipoti. È così che una sigla nata più di quarant’anni fa continua a vivere ben oltre la stagione televisiva che l’ha resa famosa.
Eppure, per conoscere davvero Clara Serina bisogna andare oltre quel ricordo.
La musica rappresenta una parte fondamentale della sua vita, ma non è mai stata l’unica. Il suo percorso comprende lo studio, la psicanalisi, la scrittura, i viaggi, l’attività divulgativa e una continua ricerca di nuovi progetti. Tutti elementi apparentemente differenti, ma uniti da un tratto comune: la volontà di non lasciare ad altri il compito di stabilire la direzione della propria esistenza.
«Posso dire di essere una persona tosta, perché ogni mio desiderio di realizzazione lo inseguo finché si realizza», dice Clara.
La determinazione, però, non significa ostinarsi sempre e comunque. Nel corso della vita ha imparato anche a riconoscere quando è necessario lasciare qualcosa alle proprie spalle. «A volte ad alcune cose devo rinunciare perché capisco che non fanno parte di ciò che deve essere», racconta.
Alcune decisioni sono state difficili, altre dolorose. Clara non le cancella dal proprio racconto. Al contrario, le considera parte del cammino che le ha permesso di conservare ciò a cui attribuisce maggiore valore: la possibilità di essere autonoma e libera.
Il successo senza diventare prigionieri del passato

Avere una canzone capace di attraversare più generazioni è un privilegio che pochi artisti possono raccontare. Ma può avere anche un altro effetto: trasformarsi in un’etichetta dalla quale diventa difficile separarsi.
Per Clara Serina, Lady Oscar avrebbe potuto rappresentare esattamente questo. Il brano è diventato così popolare da legare inevitabilmente il suo nome a quello della protagonista dell’anime.
Clara, però, non ha mai avuto bisogno di cancellare quel passato per andare avanti. Ha scelto piuttosto di portarlo con sé, continuando nel frattempo a costruire altro.
Il risultato si vede ancora oggi durante gli incontri con il pubblico. Ai suoi concerti possono ritrovarsi persone appartenenti ad almeno quattro generazioni. Ci sono coloro che hanno conosciuto quelle canzoni quando erano bambini e ci sono bambini che le scoprono adesso grazie ai loro genitori.
«Vedo i bambini avvicinarsi e cantare con me. È un’esplosione di gioia», racconta.
È forse questa una delle caratteristiche più particolari della sua carriera: avere alle spalle una storia molto lunga senza considerarla conclusa.
Clara continua infatti a comporre e a cercare linguaggi differenti. Negli ultimi anni ha realizzato quindici brani sacri dedicati ad alcuni santi e quattro composizioni rivolte alla Madonna. A questi lavori si aggiungono canzoni sentimentali, tra cui Don’t Forget My Love.
Anche le sue origini brasiliane sono tornate nella produzione musicale. Con Minha Paixão ha scelto il portoghese brasiliano, mentre Baila mi Amor l’ha portata verso atmosfere latine e verso la lingua spagnola.
Poi c’è Lady Clara – La mia voce ti accompagna, nata anche dal rapporto con i fan. Una canzone che mette al centro proprio l’incontro tra l’artista, il pubblico e quella lunga storia musicale che continua a rinnovarsi ogni volta che Clara sale su un palco.
Musica, manga, libri, spettacoli e appuntamenti con gli appassionati sono diventati così parti diverse di uno stesso percorso creativo.
Dal Brasile all’Italia con un progetto diverso
Prima che arrivasse il successo discografico, Clara Serina aveva già immaginato per sé un futuro preciso. Ed era molto diverso da quello che il pubblico avrebbe poi conosciuto.
Quando si trasferì dal Brasile in Italia, non lo fece inseguendo il sogno della celebrità musicale. Il suo obiettivo principale era formarsi, laurearsi e costruire una carriera nel settore medico e psicanalitico.
La musica era comunque presente fin dall’infanzia. Clara cantava da bambina e aveva imparato a suonare la chitarra. Durante l’adolescenza quello strumento ebbe anche una funzione personale importante: la aiutava a contrastare la timidezza e a entrare più facilmente in contatto con le altre persone.
Poi la vita prese una direzione inattesa.
Quando il pubblico cominciò a conoscere la sua voce, Clara aveva già avviato la propria attività di psicanalista. L’improvvisa popolarità la portò inizialmente a interrogarsi sulle possibili conseguenze professionali. Essere riconosciuta come cantante avrebbe potuto cambiare il modo in cui i pazienti si rapportavano a lei.
Con il tempo scoprì che le due realtà potevano non soltanto coesistere, ma persino incontrarsi.
«Anche la musica entra nel mondo della psicologia. La musica risana l’anima», sostiene.
Questa convinzione ha trovato spazio anche nel lavoro con i più piccoli. Clara ha infatti partecipato ad attività terapeutiche rivolte a gruppi di bambini, utilizzando anche la musica all’interno dei laboratori.
La psicologia è rimasta una presenza costante nel suo percorso. In questo ambito ha scritto sette libri e sta lavorando a un diario autobiografico destinato a raccogliere le diverse esperienze della sua vita, compresa naturalmente quella musicale.
La sua storia professionale mostra così qualcosa che il grande pubblico può non conoscere: Clara Serina aveva costruito una propria identità lavorativa prima ancora che arrivasse la fama.
Il successo si è aggiunto alla sua vita. Non l’ha sostituita.
La libertà ha bisogno di basi concrete
Per Clara l’indipendenza non appartiene soltanto alla sfera delle idee. È qualcosa che deve tradursi nella vita quotidiana.
«Lavoro molto e sodo», dice.
Nella sua visione, essere autonomi significa anche imparare ad amministrare la propria situazione economica, creare opportunità professionali e mettere se stessi nella condizione di poter scegliere.
È un aspetto meno romantico rispetto alla notorietà, ai concerti o alla creatività, ma forse è proprio quello che rende più concreta la sua idea di libertà. La possibilità di decidere per sé passa anche dalla capacità di costruire una stabilità personale e lavorativa.
Da qui nasce anche il valore della sua esperienza come percorso femminile.
Non si tratta di presentare Clara Serina come un modello perfetto da seguire, né di trasformare la sua biografia in una formula valida per tutti. Il punto interessante è un altro: nel corso degli anni ha cercato di mantenere il controllo sulle proprie decisioni, anche quando farlo significava affrontare cambiamenti o rinunciare a qualcosa.
Per lei autonomia non vuol dire vivere senza gli altri. Vuol dire poter stabilire quali progetti meritino tempo ed energie e riconoscere quando qualcosa non appartiene più alla direzione scelta.
In questo percorso non sono mancati momenti complessi. Clara parla di ostacoli, rinunce e decisioni che hanno avuto un costo personale. Ma continua a ribadire una convinzione: «Non rinunciare a ciò che ami fare, perché le difficoltà poi si superano».
È un principio che ritroviamo anche nel lavoro di divulgazione che porta avanti attraverso televisione, radio e web. In questi spazi affronta questioni legate alla persona e mette a disposizione l’esperienza accumulata, secondo quanto racconta, in circa cinquant’anni di attività.
Nel frattempo continua a viaggiare. Ha visitato più di sessanta Paesi e mantiene intatta la voglia di dedicarsi a nuove iniziative.
«Amo essere sempre travolta dai miei progetti, che mi danno un gran daffare», racconta.
Una frase che forse descrive bene il suo modo di vivere il presente: non aspettare semplicemente ciò che verrà, ma continuare a costruirlo.
La donna dietro Lady Oscar

Tra i tanti personaggi incontrati nella sua lunga esperienza artistica, Lady Oscar occupa inevitabilmente uno spazio speciale.
Clara ricorda di esserne rimasta affascinata fin dall’inizio. La descrive come una «guerriera determinata, impeccabile», una donna capace di affrontare con forza e lealtà le prove che la vita le pone davanti.
Dopo oltre quarant’anni trascorsi accanto a quel personaggio attraverso la musica, il legame ha assunto inevitabilmente un significato particolare.
Ci sono naturalmente enormi differenze tra la protagonista di una storia e la persona reale che ne ha interpretato la celebre sigla. Ma esiste almeno un elemento che sembra avvicinarle: il tema della libertà di scegliere il proprio posto nel mondo.
Secondo Clara, il fascino di Lady Oscar continua a coinvolgere uomini e donne perché il personaggio rappresenta «una possibilità di riuscita, di poter essere ciò che è necessario essere nella vita».
Forse è anche per questo che quella storia riesce ancora a parlare a persone nate molti anni dopo la sua prima apparizione televisiva.
E qualcosa di quel messaggio sembra ritrovarsi anche nella biografia di Clara.
Non perché la sua sia la storia di una donna che ha sempre avuto certezze o che non abbia conosciuto momenti difficili. Al contrario, il suo racconto comprende cambiamenti, rinunce e scelte dolorose. Ma proprio attraverso queste esperienze emerge la volontà di non rinunciare alla possibilità di decidere quale strada prendere.
Essere Clara, prima di ogni etichetta
Raccontare una donna come “un esempio” può essere rischioso. Spesso significa semplificare una vita reale fino a trasformarla in un’immagine senza contraddizioni, dubbi o difficoltà.
La vicenda di Clara Serina suggerisce qualcosa di diverso.
Più che un modello da imitare, il suo percorso può essere letto come una storia di autodeterminazione. Una donna può essere artista senza smettere di essere professionista. Può raggiungere un successo enorme senza essere costretta a vivere soltanto di quel successo. Può cambiare, ripartire, lasciare qualcosa indietro e contemporaneamente conservare ciò che ha fatto parte della propria storia.
Clara ha studiato e lavorato, scritto libri e canzoni, incontrato il pubblico, viaggiato in decine di Paesi e attraversato fasi molto diverse della propria esistenza. E ancora oggi continua a pensare a ciò che può fare domani.
Registra nuova musica, scrive, partecipa a trasmissioni, incontra i fan e sviluppa altri progetti. Il passato rimane presente, ma non è diventato l’unico luogo nel quale riconoscersi.
Lady Oscar resterà inevitabilmente una parte fondamentale della sua storia. Quelle note hanno accompagnato l’infanzia di milioni di persone e continuano ancora oggi a creare un legame immediato con il pubblico.
Ma Clara Serina non è soltanto la voce di un ricordo.
Dietro quella sigla ci sono decenni di studio e lavoro, una professione costruita indipendentemente dalla musica, libri, viaggi, progetti artistici, decisioni difficili e nuovi inizi.
Lady Oscar appartiene alla storia di Clara Serina, ma non la contiene tutta. Oltre quella voce c’è una donna che ha scelto più volte la propria strada, difendendo nel tempo la possibilità di cambiare, creare e restare libera. Prima di Lady Clara e prima ancora di Lady Oscar, c’è semplicemente Clara.
